Questo blog nasce per documentare una esperienza unica e, oramai, non più ripetuta di recente. L'augurio è di poter conservare le conoscenze formative sperimentate e acquisite partecipando attivamente ai sei anni di vita del MICSU (Master in Metodologie di base dell'Informatica e della Comunicazione per le Scienze Umanistiche). Non sto a dilungarmi su ulteriori questioni organizzative, certamente disponibili sul sito dell'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO che ne ha consentito lo svolgimento.
La mia attività al Master si è progressivamente adattata alle diverse disponibilità economiche, dato che non sono un docente di ruolo ma un Informatico di professione da 27 anni.
Devo dire che francamente l'attività al MICSU è sempre stata in larga perdita, ma da un lato il divertimento mio (mi piace insegnare) e dall'altro l'ampiezza di opportunità di ricerca e sviluppo hanno bilanciato la perdita.
Prima di essere un Informatico ho, tra le molte cose cominciate e continuate, svolto attività di formatore di docenti delle scuole superiori e dell'obbligo su questioni di comunicazione visiva. La comunicazione e l'apprendimento sono sempre stata un mio costante interesse conoscitivo.
Il primo anno e il secondo anno di master li ho visti da tecnico addetto alla infrastruttura internet. In questo tempo ho avuto modo di avere molti contatti con gli studenti che passavano parecchie ore nei laboratori.
La cosa che inizialmente suscitò il mio interesse fu la vistosa scollatura, negli studenti, tra quanto veniva loro spiegato con lezioni frontali di diverso contenuto e l'attività di approfondimento, che sembravano condurre autonomamente tra di loro, sulle tecnologie web in uso al momento. In particolare mi colpì che questo apprendimento avvenisse apparentemente su basi puramente autodidatte. La cosa portò molti degli studenti (soprattutto quelli già dotati di una competenza antecedente il master) a esprimere perplessità e incomprensione sul modello e sui contenuti formativi proposti.
Mi sono posto seriamente la domanda su cosa non stesse funzionando.
La risposta venne da altrove. In particolare dal MIT dove alcuni docenti di computer science avevano deciso di eliminare la parte teorica dell'insegnamento a favore della pratica.
In sostanza l'idea era che la teoria era oramai sovrabbondante rispetto all'esperienza e che gli studenti, in media, già disponevano o potevano disporre di teorie in numero illimitato su Internet, quello che mancava era la colla per tenere insieme le nozioni. Questa colla non poteva essere che l'esperienza.
Dal terzo anno di master riuscii ad avere una piccola parte nella formazione degli studenti con un corso legato sopratutto all'open source dove però si parlava di server internet, di modelli di comunicazione e relazioni di base tra utenti e server. Il mio scopo era dimostrare che la soluzione tecnologica dovesse essere scelta in funzione degli obbiettivi comunicativi.
Ovviamente occorreva avere un'idea di cosa volesse dire avere obbiettivi di comunicazione sul web e con quali strumenti si dovessero condurre propriamente. Qui il problema si fece grosso. Gli studenti non ne avevano la più pallida idea sebbene gran parte delle conoscenza figurava formalmente nel programma di studio. Questo nonostante il mio corso fosse sul finire dell'intero master.
Il problema era evidente: la pratica. Forse non molto percepibile ad un docente abituato alla lezione cattedratica ma evidentissimo a chiunque abbia dovuto formare programmatori, sistemisti e addetti di marketing in diverse PMI.
Personalmente ho anche esperienze di formazione di docenti in ogni ordine di scuola.
Come ogni blogger sa c'è una bella differenza tra condurre un blog nella pratica rispetto al leggerne nelle varie forme teoriche. La mancanza dell'esperienza impediva agli studenti di proiettare su un piano concreto, formativo e poi lavorativo, quanto si andava loro insegnando.
Associato alla pratica si presentava anche un altro problema in forma evidente: la motivazione a fare. Questo per uno studente umanista è un problema enorme. Il modello di apprendimento per uno studente che si voglia laureare è di dover superare una serie di prove dove il contesto e il contenuto è dato. Quando il contesto stesso non è definito, o talmente sterminato da essere in pratica ugualmente indeterminabile, lo studente è perso. Non solo, allo studente non viene in genere chiesto di misurarsi con un problema concreto salvo quello di scrivere la tesi. Un altro aspetto determinante per la motivazione era la capacità di autovalutare l'apprendimento già conseguito per via della forma parziale che le conoscenze in ambienti complessi come l'Internet impongono. Abituarsi ad operare pur senza avere una conoscenza di ogni dettaglio era per gli studenti un grosso problema.
Per fornire uno strumento concreto ho quindi iniziato a sperimentare gruppi di lavoro di studenti che avessero come obbiettivo una presentazione pubblica dei loro risultati di ricerca. I loro risultati sarebbero stati pubblicati in un blog, il primo che mi risulti applicato in Italia alla formazione, e poi presentati in una conferenza pubblica.
L'attività richiedeva un ciclo completo di azioni di comunicazione da svolgere su internet, l'interazione con un cms per inserimento di contenuti e l'analisi dei log per la valutazione del feedback. I diversi argomenti venivano da me presentati e assegnati per interesse a ciascuno dei gruppi di lavoro formati. Tutto questo avveniva parallelamente al normale orario di lezioni e laboratorio oltre che tramite un mailing list da me gestita. A lato, il materiale prodotto online dagli studenti costituiva un utlile supporto al curricola.
La partecipazione degli altri docenti fu nulla o in alcuni casi, visti i risultati, in concorrenza senza però integrarsi nel processo complessivo. Gran parte del lavoro venne svolta in forma extracontrattuale, vale a dire a gratis, e senza alcun incarico, da me e dai miei collaboratori. Per questo gli unici testimoni ne sono gli studenti stessi.
I risultati sono stati soddisfacenti e pur non avendo il master un sistema di verifica formale posso dire che progressivamente il grado di presentabilità lavorativa degli studenti fu grandemente migliorato, prova ne è un aumento sensibile del rapporto stage/occupazione in termini di conversione come dice chi si occupa si se&o.
Oggi il MICSU è smaterializzato, ne sono andate perse le tracce in rete, e non viene più tenuto da almeno tre anni. Cosa che ancora ora non so spiegarmi, ma non essendo un esperto di pensiero burocratico non riesco a capire. Oppure lo capisco benissimo, ma non voglio ne posso dire.
Ora lavoro ad un workshop di formazione e riqualificazione di knowledge workers per l'editoria e oggi come ieri noto che il problema maggiore non è tanto la competenza tecnologica (disponbile sotto molte forme), ma la disponibilità di un'esperienza che consenta di fare da collante tra il tutto.
Mi piacerebbe molto che gli ex studenti dei MICSU dei vari anni riportassero qui le loro esperienze, commenti e, perchè no, autopromozione. Certo è che potrebbe essere una rete di alcuni dei più competenti specialisti Internet disponibili.
Personalmente procederò a ricordare alcuni esempi o aneddoti gustosi, ma vorrei anche intrattenere un po' di chiacchere su come si possa seriamente insegnare a usare l'internet per finalità di comunicazione e non solo navigarla con un occhio rivolto a cosa si posa trarre vantaggiosamente dalla cultura umanistica. Quest'ultima però ha perso molti dei vantaggi competitivi dato che la costante crescita della domanda di contenuti a scapito della domanda sistemistico/programmatoria che, come effetto collaterale, ha prodotto una diffusione di siti di tipo formativo o teorico orientato allo scrivere, ai contenuti e quant'altro.
Un architetto, un ingegnere o un idraulico devono saper condurre attività di comunicazione elettronica e sopratutto disporre di strumenti di cultura atti a capire realtà diverse dalla propria. Tutto ciò deve anche poter essere insegnato
e sopratutto appreso.
Insomma ho bisogno del vostro contributo. Mandate pure il vostro indirizzo di e-mail (corredato con nome e cognome e anno micsu) e provvederò a farvi pervenire al più presto l'invito a postare. Se siete d'accordo sarei per un blog vecchia maniera in cui ognuno può postare ma non commentare. Per ora lascio i commenti per avere la vostra opinione su cosa riterrete meglio fare.
Questo è anche l'unico documento in rete a testimonianza della mia attività al MICSU, vi sarà chiaro che anche solo una testimonianza avrà la sua importanza.
Mauro
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa