Uno degli argomenti che ho sempre seguito e introdotto nelle varie lezioni tenute nei Master per Umanisti che ho potuto seguire come docente è stato quello delle 500 miglia. Ovvero l'addestramento a condurre azioni di comunicazione nel tempo.
Il web, e a maggior ragione strumenti come facebook, linkedin o twitter richiedono una elevata frequenza di post/azioni per poter disporre di una presenza significativa. I tempi di propagazione delle informazioni da persona a persona o via i motori di ricerca sono relativamente lunghi.
Decidere di attivare un proprio piano personale di comunicazione (o una campagna di marketing) richiede quindi una pianificazione che non è semplicemente inerente i contenuti o le tecniche. Richiede una pianificazione di azioni nel tempo.
Non solo oltre a pianificare occorre pensare, come sempre si fa nelle strategie serie, varianti e strategie per gestire il feedback. Un metodo assolutamente sbagliato è quello di operare secondo coerenza (certo un po' ci vuole senno si perde in cedibilità) non considerando correzioni di rotta in base a diversi parametri di posizionamento. Certo la cosa ha i suoi casi contrari. Ad esempio nel mio blog sul paesaggio preferisco agire per coerenza per ovvie ragioni di integrità artistica, tuttavia questo complica notevolmente le cose in termini di adattamento alla domanda e quindi nel numero di utenza che si può sperare di ottenere.
Queste considerazioni, che per uno con delle esperienza concrete, potrà sembrare aria fritta è in verità un tallone di achille molto diffuso.
Il concetto delle 500 miglia, trovato su un sito di e-learning Australiano nel 2000, dipinge lo scenario di chi si appresti a percorrere una simile distanza a piedi (o, siamo buoni, con un mezzo a bassa velocità). In primo luogo dovrò percorrere 100 miglia e poi cosi via (non mi si citi il paradosso di Zenone a meno che non vogliate passare per spiritosi).
Per questa ragione molti degli sforzi elettorali sul web non hanno successo. Il tempo necessario anche solo a creare un reputazione sui motori di ricerca è di qualche mese.
Inoltre come ho gia rilevato in un precedente articolo manca spesso una struttura di rete in modo che i vari link creino proprio quel grado di reputazione in tempi brevi.
De resto se si va a guardare la storia dell'Internet ci si accorgerà che gran parte dei modelli di comunicazione sembrano essere stati costruiti proprio per evitare la presenza di venditori di professione (attivi solo nel momento del bisogno).
Ma oltre al caso, evidente nel caso delle elezioni, il problema, con particolare attenzione all'Italia, sembra essere diffuso. Certamente uno dei motivi va ricercato nel vero e proprio condizionamento, operato fin dalla scuola dell'obbligo, al tema e allo svolgimento compiuto. Un altro problema è che le cose che occorre organizzare nel tempo sono molte e continuare con una certa cadenza richiede molta attività inventiva (da inventio di uso Leonardesco). Spesso, se non si crede (o ci si impone di credere) nella propria attività e finalità comunicativa diventa molto difficile trovare la corretta continuità.
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa