2008/12/19

E rieccolo. The Electronic Pimp

Una brevissima segnalazione della solita evidenza come da un post precedente. Anche questa volta il Corrierino della Sera colpisce. Nelle elementari si studiava che per individuare una linea ci vogliono almeno due punti. Il primo l'avevo già dato, eccovi il secondo. Penso sia a questo punto lecito parlare di una linea. Ecco dunque l'Electronic Pimp (Pappa Elettronico).

Al solito si vada a fondo pagina per gustare gli annunci di google. Di passaggio, sembrano vedersi da Firefox ma non da Konqueror. Probabilmente gli scassati utenti Linux spendono pochi soldi in perversioni :-D o forse in nostro EP/PE ne ignora l'esistenza.

2008/12/18

Come opera una scimmia.

"Ao' famo er podcast della nostra radio."
"Ah sì, bello. Ma come se fa?"
"Boh, ma mi' cuggino Mario ce sa fa. Ce penso io.
A' Mario facce er podcast, ok? Che so 5.000 EURI, c'abbiamo er finanziamento
pubblico!
Bene, me raccomando mi cugino li vuole senza troppe storie sennò so 2.000 de
più. Ao' poi vedemo de fa vede che siamo 'na radio veramente libera."
"Ah bhe allora sur sito ce mettemo puro li Creative Commons."
"E che d'è?"
"'E' 'na cosa che fa fico."
"A che serve?"
"Boh? forse sarà per la link popularity... e poi di chi famo i podcast...
anche qui ce vo robba fica. Pijamo Oliviero. Aho ma poi se dovrà puro
spiegare a l'utente come se fa..."
"Ma no, mettemoce er link alla Wikipedia che fa fico puro quello. Sapere
condiviso e libertà de scerta."

Così alla fine il cugino Mario, non avendo la più pallida idea di quello che sta facendo, finisce per mettere tutto quanto in formato RealPlayer, che come ognuno di noi sa è l'esatta antitesi del software e della conoscenza libera.
Poco importa se un utente Linux che cerca di sentire quanto detto dal noto personaggio si trova a smadonnare come un porco e alla fine, dato che l'audio RealPlayer su Linux fa pure schifo è costretto a dover scegliere se usare Windows o fare a meno di sentire. Il tutto alla faccia della libertà di scelta.

Inutile aggiungere che il tutto è in ovvia contraddizione con quanto riportato dai credits del sito che ovviamente non riportano che la tecnologia software di Realplayer non è certo open source. E neppure mi pare molto in linea con il "chi siamo" sempre dal medesimo.

Quanto sopra è ovviamente una libera fantasia dell'autore. Tuttavia potrebbe essere anche una implementazione del famoso algoritmo detto del "British Museum" che grosso modo funziona così: Metti mille scimmie in una stanza piena di macchine da scrivere e prima o poi scriveranno la Divina Commedia.

Ma direte voi cosa ci azzeccano le scimmie (senpre citando il famoso retore). Semplice in questo caso ci erano andate vicino (ad una cosa vera). Ma una o più non hanno pigiato i tasti giusti. Ecco così emergere il senso (suspicion come cantava Elvis) di essere di fronte ad una simulazione.

Insomma possibile che siamo così in pochi ad aver mai navigato da queste parti ?

Mauro

PS: ringrazio Manuela per la preziosa collaborazione nel parto linguistico.

2008/12/14

Finalmente un aiuto dal nostro governo.

Come sapete uno dei miei pallini è quello di misurare la distanza che ci separa dai paesi che civilmente sono nel lato al sole del digital divide. Il nostro premier, Sivio Berlusconi, ci viene tempestivamente in aiuto stando a questa notizia presa dal Corrierino della Sera (la versione online del Corriere della Sera).

Ma facciamo un po di conti. Al Gore (candidato democratico alle presidenziali USA) nel 2000 proponeva di regolamentare l'Internet per evitare che i poveri bambini potessero "incidentalmente" essere esposti alle foto porno. AL Gore si passava per il Fondatore di Internet tra le altre cose (forse è stata una fortuna che vincesse Bush che come ben si sa aveva per la testa altro), se volete una descrizione ilare della cosa sentitevi questo. Oggi 2008 Il nostro Presidente ritiene che questa sia una battaglia d'avanguardia. Il tutto per me fa 8 anni. E 8 anni se ricordate è la cifra che già avevo stimato per l'Italico digital divide.

A parte anche una piccola considerazione. La propensione a considerare una novità una qualsiasi banalità gia scoperta da altri è una faccenda antica. Ne ho parlato a proprosito della "scoperta" dei forum. Un caso eclatante fu quello di Cristoforo Colombo che "scoprì" un paese gia abitato da altri. La cosa cattiva è che con quella scusa si fece propria una terra d'altri abitata (un po come se uno "scoprisse" il vostro salotto e vi ci si installasse). Ora mi giunge notizia che Mediaset (o una delle scatole cinesi correlate) si sia recentemente mossa con molto peso su Internet. Che ci sia una correlazione ?

A parte sarebbe anche interessante fare un conticino di quanti soldi siano stati buttati nel cesso (tutto ovviamente con finanziamenti pubblici) nel costruire sistemi per evitare che i poveri bambini vedessero per caso delle foto porno. L'anno scorso, per citare un esempio, ho dovuto spiegare ad un "tecnico informatico" scolastico che era del tutto inutile intercettare i javascript visto che oramai il porno passava per via flash e che il suo sistema semplicemente era quello che gli americani chiamano "a pain in the ass" per i siti con contenuto gestito dagli utenti. Come nota di colore segnalo che in genere tutti i protettori dell'infanzia internettante sembrano essere molto ben informati di quali siti si stia parlando, ma questo certo è segno di grande competenza professionale!

2008/12/13

Gli anni del master MICSU: il secondo anno parte III

Dopo una breve pausa di riflessione eccomi di nuovo. Purtroppo quando sono immerso nello sviluppo software entro in una sorta di catalessi generale per quel che riguarda ogni altra attività intellettuale.

Allora eravamo rimasti al finale del secondo anno. La situazione era piuttosto complicata come ricorderete dalle puntate I e II.

Ovviamente non se ne cavò molto a favore degli studenti. I problemi che si erano creati erano tali e tanti da poterci fare veramente poco, inoltre l'anno era passato completamente. A peggiorare le cose era il clima di scarsa credibilità che l'intero parco docenti e addetti del MICSU si era guadagnato. Feci alcuni colloqui con i più attivi che, esattamente come l'anno precedente, erano stati i soli formatori adeguati dei loro compagni.

Questo infatti fu una delle cose che in un qualche modo salvò l'annata (e in genere le prime tre annate). In pratica oltre alle lezioni dei docenti, a contratto e pagati, va ricodata la formazione e l'informazione operata da quegli studenti che per diverse ragioni si trovarono a operare anche come formatori (in)volontari (e non pagati ovviamente).

L'aula in cui i formatori di cui sopra (non voglio dire in erba per evitare qualche sorprendente coincidenza semantica :-) agivano era il corridoio (nei pressi della toilette o cesso se preferite il volgare), il pascolo (o cortile) e infine il laboratorio.

Dalle chiaccherate mi resi conto che tuttavia non si era andati molto lontani. In primo luogo per le limitazioni dovute alla lingua le fonti disponbili erano le solite pessime come quella di "html.it" che a tutt'oggi consistono di scopiazzature scimmiesche di cose dette altrove e da molto tempo (e spesso anche sbagliate). Parecchi studenti usavano i tipici portali disinformativi come virgilio o peggio msn. La cosa più raccapriciante fu quando vidi sgranare gli occhi parlando di "browser". Il termine non era noto. Alla faccia della guerra in corso, e pressochè terminata, per gli studenti (anche quelli sinistrorsi) lo strumento per accedere ad internet era "explorer" e non il browser. Dei CSS non si aveva la più pallida idea (e questo dopo mesi di corso). I link venivano annotati su carta e non inviati via mail. Non parliamo di partecipazione ad attività di pubblicazione, al massimo i nostri facevano qualche chat. L'unica cosa divertente e di rilievo fu l'apparizione di gnutella e dei p2p nati sulla scorta di napster. In questo caso la diffusione fu immediata al punto che negli anni successivi venne ristratta la banda ad opera dell'ente ospitante (in sostanza un modello in piccolo dell'Internet italiana fino a due anni fa).

Insomma uno scenario almeno deprimente. Dalle chiaccherate emergeva anche una certa perplessità sulla possibilità di trovare un qualche lavoro. Del resto durante quel master l'ondata dello scoppio della bolla internet aveva fatto il giro del globo e qualche eco si sentiva anche da noi (del resto come poteva scoppiare da noi una bolla mai montata).

Che lezione trarne. Parecchie. In primo luogo che quanto serviva alle aziende che volevano sfruttare l'internet non era competenza tecnica. Era competenza di comunicazione, conoscenza dei modelli in uso e sopratutto rispetto per l'utente (che, non i stancherò mai di dirlo, è il vero finanziatore e proprietario dell'Internet) .

Quanto all'attività formativa era del tutto evidente che si dovesse procedere ad informare e far circolare esempi di buona qualità da cui apprendere. E infine, cosa assai importante, e derivata dall'analisi dell'insuccesso formativo, condurre gli studenti a riflettere sui propri metodi di apprendimento e comunicazione praticando online e non nel corridoio.

Prendo spunto da queste ultime considerazioni per elencare alcuni dei punti che sarebbero poi stati il cardine di alcune mie azioni formative. Parlo di azioni perchè alla fin fine ho trovato che l'unico modo era agire secondo metodi di "guerrilla marketing". Insinuare incertezze, segnalare casi eccessivi e sopratutto mettere in discussione l'intero approccio comunicativo intrattenuto con l'utente. Purtroppo questo apre un abisso di probemi anche nei confronti della committenza. Anche l'anno successivo comunque le cose non andarono molto meglio. Solo a partire dal quarto anno riuscii a impiantare una attività che coinvolgesse direttamente gli studenti. Ci sarebbe voluto un altro anno negativo per avere qualche argomento convincente.

Detto questo chiudo la questione del secondo anno. Chi si aspettava chissa quale rivelazione sarà di certo un pò deluso. Non vi nascondo che mi sono direttamente ispirato a una ciclo di tre puntate della serie "South Park" intitolata "chi è il padre di Cartman".