2008/12/13

Gli anni del master MICSU: il secondo anno parte III

Dopo una breve pausa di riflessione eccomi di nuovo. Purtroppo quando sono immerso nello sviluppo software entro in una sorta di catalessi generale per quel che riguarda ogni altra attività intellettuale.

Allora eravamo rimasti al finale del secondo anno. La situazione era piuttosto complicata come ricorderete dalle puntate I e II.

Ovviamente non se ne cavò molto a favore degli studenti. I problemi che si erano creati erano tali e tanti da poterci fare veramente poco, inoltre l'anno era passato completamente. A peggiorare le cose era il clima di scarsa credibilità che l'intero parco docenti e addetti del MICSU si era guadagnato. Feci alcuni colloqui con i più attivi che, esattamente come l'anno precedente, erano stati i soli formatori adeguati dei loro compagni.

Questo infatti fu una delle cose che in un qualche modo salvò l'annata (e in genere le prime tre annate). In pratica oltre alle lezioni dei docenti, a contratto e pagati, va ricodata la formazione e l'informazione operata da quegli studenti che per diverse ragioni si trovarono a operare anche come formatori (in)volontari (e non pagati ovviamente).

L'aula in cui i formatori di cui sopra (non voglio dire in erba per evitare qualche sorprendente coincidenza semantica :-) agivano era il corridoio (nei pressi della toilette o cesso se preferite il volgare), il pascolo (o cortile) e infine il laboratorio.

Dalle chiaccherate mi resi conto che tuttavia non si era andati molto lontani. In primo luogo per le limitazioni dovute alla lingua le fonti disponbili erano le solite pessime come quella di "html.it" che a tutt'oggi consistono di scopiazzature scimmiesche di cose dette altrove e da molto tempo (e spesso anche sbagliate). Parecchi studenti usavano i tipici portali disinformativi come virgilio o peggio msn. La cosa più raccapriciante fu quando vidi sgranare gli occhi parlando di "browser". Il termine non era noto. Alla faccia della guerra in corso, e pressochè terminata, per gli studenti (anche quelli sinistrorsi) lo strumento per accedere ad internet era "explorer" e non il browser. Dei CSS non si aveva la più pallida idea (e questo dopo mesi di corso). I link venivano annotati su carta e non inviati via mail. Non parliamo di partecipazione ad attività di pubblicazione, al massimo i nostri facevano qualche chat. L'unica cosa divertente e di rilievo fu l'apparizione di gnutella e dei p2p nati sulla scorta di napster. In questo caso la diffusione fu immediata al punto che negli anni successivi venne ristratta la banda ad opera dell'ente ospitante (in sostanza un modello in piccolo dell'Internet italiana fino a due anni fa).

Insomma uno scenario almeno deprimente. Dalle chiaccherate emergeva anche una certa perplessità sulla possibilità di trovare un qualche lavoro. Del resto durante quel master l'ondata dello scoppio della bolla internet aveva fatto il giro del globo e qualche eco si sentiva anche da noi (del resto come poteva scoppiare da noi una bolla mai montata).

Che lezione trarne. Parecchie. In primo luogo che quanto serviva alle aziende che volevano sfruttare l'internet non era competenza tecnica. Era competenza di comunicazione, conoscenza dei modelli in uso e sopratutto rispetto per l'utente (che, non i stancherò mai di dirlo, è il vero finanziatore e proprietario dell'Internet) .

Quanto all'attività formativa era del tutto evidente che si dovesse procedere ad informare e far circolare esempi di buona qualità da cui apprendere. E infine, cosa assai importante, e derivata dall'analisi dell'insuccesso formativo, condurre gli studenti a riflettere sui propri metodi di apprendimento e comunicazione praticando online e non nel corridoio.

Prendo spunto da queste ultime considerazioni per elencare alcuni dei punti che sarebbero poi stati il cardine di alcune mie azioni formative. Parlo di azioni perchè alla fin fine ho trovato che l'unico modo era agire secondo metodi di "guerrilla marketing". Insinuare incertezze, segnalare casi eccessivi e sopratutto mettere in discussione l'intero approccio comunicativo intrattenuto con l'utente. Purtroppo questo apre un abisso di probemi anche nei confronti della committenza. Anche l'anno successivo comunque le cose non andarono molto meglio. Solo a partire dal quarto anno riuscii a impiantare una attività che coinvolgesse direttamente gli studenti. Ci sarebbe voluto un altro anno negativo per avere qualche argomento convincente.

Detto questo chiudo la questione del secondo anno. Chi si aspettava chissa quale rivelazione sarà di certo un pò deluso. Non vi nascondo che mi sono direttamente ispirato a una ciclo di tre puntate della serie "South Park" intitolata "chi è il padre di Cartman".