Gli studenti del MICSU che mi seguono sanno che questo è un mio vecchio pallino. Lo ripropongo qui per i molti nuovi.
Pur essendo apertamente carico di simpatie (più emotive che razionali) per la sinistra non ho mai nascosto a nessuno da molto tempo la mia avversità al festeggiamento (non religioso) del 25 Aprile.
Le ragioni sono molte. La prima in assoluto riguarda l'utilità, per una democrazia, del sistema delle forche Caudine. Davvero siamo convinti di convincere un qualche nemico umiliandolo e ricordandogli a vita che abbiamo vinto ? Suvvia non credo seguireste questo blog se foste siffattamente idioti.
Ma peggio ritengo che la vittoria dei partigiani sia sostanzialmente una palla. La verità è che l'Italia ha perso una guerra in cui era entrata appoggiando, a grande maggioranza, un idiota con manie di grandezza. Per una ironia del destino dobbiamo parte della statuaria figura agli amici Inglesi che provvidero a foraggiarne la penna allorchè, nella prima guerra mondiale, sentirono la necessità di aprire un nuovo fronte. Del resto credo sia interessante vedere la figura del Mascellluto Statista in qualità di pennivendolo (o modernamente manipolatore dell'informazione).
Se non ci fosse stato lo scontro per il predominio economico tra Stati Uniti, URSS, Germania e Giappone nessuno ci avrebbe neppure considerato di striscio tanto era patetica la nostra armata e la nostra ricchezza.
In più se facciamo due conti ci accorgeremmo che alla fine della guerra c'erano meno partigiani di republichini volontari. In mezzo, ben vivo, c'era il vasto popolo dei furbi, dei borsaneristi, dei preti e dei burocrati (quelli al potere in Italia oggi in buona sostanza).
Come il vostro parroco preferito vi avrà spiegato da piccoli la menzogna perverte lentamente. Bene la Repubblica Italiana è fondamentalmente basata su una menzogna storica. Non deprimiamoci siamo in buona compagnia con i nostri cugini Francesi che anche in questo ci battono. Loro si sono addirittura passati per vincitori. Te credo che amino De Gaulle. Questi con circa 50.000 sfigatissimi soldati Francesi (la maggior parte ignari poveracci presi dalle colonie) è riuscito a farcela bere come pochi.
Interresante poi considerare, alla luce dei sopravvisuti delle guerre (intese come fenomeno di selezione naturale), quanto esemplificato da questo bel filmetto di cui vi dò l'apertura.
Detto questo passerò il 25 aprile festeggiando San Marco. San Marco, nella mia infanzia tra le montagne dell'Alta Valtellina, era giorno topico. Primo entro quella data andavano piantate le patate (no non comperate, piantate con piegamento relativo della schiena), poi era il limite temporale ultimo delle gelate notturne, da quella data si sapeva se ci sarebbero state le ciliege verso la fine di Maggio (o dopo a maggiori altezze), era la prima celebrazione della Messa in una piccola chiesetta ai piedi della montagna: "la "Madunina", pregevole per l'oratorio dei Santi Ippolito e Cassiano affrescato in età rinascimentale e, forse, costruito sopra un monumento religioso di cultura Ariana. Nel cortile antistante "la Madunina", cosa più importante, per la prima volta nell'anno appariva il "carretto che vendeva gelati" della gelateria Toldo di Tirano. E per la modica somma di 10 lire (ma forse erano 25 non ricordo bene) si aveva un gelato di buone dimensioni con una scelta tra 3(5) gusti: Crema, Cioccolato, Stracciatella (mitica), Fragola e Limone (di questi ultimi due non sono sicuro). Oh e non dimentichiamoci che la Republica di San Marco regalò, al tempo, 300 persiane,ad un borgo vicino al mio paesello. Ancora oggi si incontrano, tra i nativi del borgo, sparsi in tutta l'Alta Valle, questi occhi bellissimi e pochissimo Celtici.
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5 anni fa