2009/05/30

yuppy vacanza.

Prima di partirmene per il breve ponte vi lascio con alcune spiegazioni. Ho ripreso questo blog più come commentario che come rimembranze. La ragione è che mi sono stufato di fare la storia (prevedo di avere un ritorno di vena storica dopo l'estate :-) Inoltre l'altro blog sul paesagio va molto bene e mi impegna parecchio. Sono molto indeciso come continuare. Sto pensando ad una cosa piu' veloce con twitter. Ho notato che in italia gli aggregatori RSS sono veramente poco usati (lo si vede dalle statistiche in cui i picchi non sono strettamente relati al tempo del post). Questo e' strano e impedisce di fare molti calcoli di frequenza. Quindi tiro a caso. Nell'altro blog mi sono assestato su una pubblicazione ogni due o tre giorni per sfruttare la coda di visite. Qui non riesco a trovare una misura. Vi confesso che mi sono anche un po' stufato dell'idea di fare ulteriore formazione. Il livello di richiesta tecnologica da queste parti e' basso ancora più basso. Per contro nei contenuti credo stiano succedendo cose interessanti. L'ipotesi che avevo fatto l'anno scorso sull'inretamento (entrata in rete) della sinistra è palpabile sopratutto ora in clima elettorale. A onore del vero però la destra si muove meglio. In particolare va dato merito a Fini di condurre operazioni interessanti. Tra l'altro avrete notato che i blog da lui patrocinati in qualche modo sono spesso anche sui giornali online. Anche su facebook risulta uno dei pochi che paga pubblicità. Credo che Fini sia uno dei pochi politici Italiani ad avere delle conoscenze, anche se forse molto alla larga, di sistemi di comunicazione. Lo vidi per la prima volta alla fine degli anni ottanta allorche, al palazzo delle stelline, partecipai come relatore/testimonial ad una breve conferenza di Telecom sui servizi ISDN e X25 a seguito di corso di specializzazione che seguii presso la detta azienda (ho ancora la fantastica cartella). La destra penso sappia anche fare piu' rete (per destra intendo qui Alleanza nazionale e cio che e' confluito nel PDL), Mediaset, e' notorio in questo segmento arranca, non e' avezza al media (non si puo comperare).

Comunque la sensazione e' che ci sia del movimento e delle novita' a livello utenti. Se qualcuno di voi segue il "Giornale Libero" si sara' accorto del notevole uso che se ne sta facendo ivi incluse istituzioni che comunicano (in modo goffo ma gli va dato atto). Mi piacerebbe che segnalaste altri casi simili di vostra conoscenza. Evitiamo pero' roba attiva solo elettoralmente. In cambio vi prometto report e analisi di modelli di comunicazione. tenete presente che in parte la vittoria di Obama si e' giocata proprio sul terreno Internet con blog che a catena (e non immaginate a che livello di capillarita') spingevano per la propria idea (dal piu' piccolo al piu grosso) e che, incidentalmente, ha fatto forza univoca. Dico incidentalmente perche' la condizione atomica dell'individuo che sta su Internet non permette forme di aggregazione piu' di tanto. Ognuno si fa i beati cazzi propri. La propbabilita' quindi che le diverse forze individuali vadano ad un solo scopo sono molto basse. Questo per evitare la solita dichiarazione generalizzante sul futuro radioso e dell'affermazione di buone idee nel nuovo mondo.

Il nostro amato paese non va granche' bene. Quel che e' peggio e' che nessuno capisce perche'. Intanto perche la nostra china discendente parte ben prima dell'ultimo patatrak finanziario (e' per questo che non siamo stati toccati in modo drammatico stando gia peggio mica ci si accorge della instillazione omeopatica del male). In sostanza il nostro stige era gia ben colmo e noi gia si stava sotto. Sotto piu' sotto meno fa poca differenza. Quello che a noi e' venuto meno e' l'export. E questo per mancanza di capacita' di competere con i mezzi correnti di comunicazione.
Mentre i Cinesini, e gli altri, mandano in giro mail, fanno spam etc. etc. noi ancora, pateticamente, mandiamo in giro venditori (quando non direttamente sciur Brambilla). Ne abbiamo messo uno anche al governo. Il venditore, in una economia user driven e' quanto di peggio ci sia in termini di credibilita', non ne abbiano a male gli amici venditori (Lui incluso).

Il tasso di investimento in comunicazione su Internet e' risibile, persino nel turismo. E qui salta su il secondo problema. Ritenere che il cugino che se ne intende sia sufficiente. Figuratevi voi la cosa in un mercato in cui la competizione e' giocata proprio su queste cose con i concorrenti che non hanno il cugino tecnico ma uno stuolo di specialisti. Ovviamente il ritorno e' proporzionato all'investimento. Come gli ex studenti del MICSU sanno il web ha questo falso aspetto di semplicita' per cui ognuno si puo improvvisare uno specialista. Sembra di conoscere ma non lo si conosce affatto. Uno delgi errori maggiori e' quello di pensare che l'unica comunicazione sia quella di vendita. In verita' la credibilita' la si ottiene rendendo trasparenti i processi e intrattennendo non una vendita ma un colloquio con l'utente. Questo permette anche di anticiparne, a volte, le mosse e di avere una migliore valutazione della propria posizione.

2009/05/28

Cose incredibili in tempo di elezioni.

Incredibile novità: La Republica (uno degli zombie Italiani dell'informazione se non siete tra la milionata e mezzo che legge il giornale, un po meno se come polli lo pagate) ha pubblicato in un articolo un link ad un altro giornale Italiano: "Il Centro". Non ho avuto tempo di verificare se per caso non siano della stessa proprietà. Miracoli del periodo elettorale ?

Eh si perchè questo è uno dei più grossi problemi del centro sinistra moderato/conservatore (non parliamo di quello più a sinistra ma qui il problema è a monte). Altro che titubanza (come dai giornali esteri) qui abbiamo una sinistra che non sa comunicare (e non comunica) con gli strumenti di comunicazione attualmente disponibili. E in parte lo deve al cadavere tenuto in vita dalla nostra donazione (già il finanziamento ai giornali viene dalle nostre tasse).

Ci vorebbe un discorso molto lungo per elencare tutti i campi dell'informazione in cui La Republica e il suo gruppo editoriale letteralmente annichiliscono l'offerta informativa sul web. Come lo fa ? Semplice tenendo (in una (o piu') azienda(e) esterna(e) per carita') un nugolo di precari (a cifre che non ci si mantiene un criceto) che riempiono (con tecniche antidiluviane in termini internet) qualsiasi buco informativo si prospetti aperto sul web Italiano. Ma questo non è l'aspetto peggiore. Il vero problema è che il comportamento de "La Republica" è completamente fuori dalla prassi Internet stabilitasi in forma convenzionale tra gli utenti. La prassi vuole una apertura nello scambio di link in modo da formare una rete (per l'appunto). Avete forse mai notato un qualche link ad un blog o ad altri siti che i nostri giornalisti navigano regolarmente per farsi l'articolo ?

Ovviamente questo non vale solo per "La Republica", ma a sinistra, esclusi quei quotidiani che vengono letti solo da chi ci scrive, non c'è altro, il Corriere (l'altro zombie eccellente) sta da altra parte.

Uno dei punti principali in cui avviene la rottura della prassi (netiquette) è quello dei commenti. Impossibile metterci il link ad un alcunchè. Questo è in termini Internet una cosa molto grave. Fa venire meno il contratto generale e convenzionale tra gli utenti. Nel caso in oggetto introduce il pesante problema di non riuscire a segnalare ai naviganti altri siti. Del resto questo lo si vede nei commenti, non c'è uno solo di qualità. Oviamente di ciò non frega nulla al nostro zombie, tanto mica si deve accattivare gli utenti, li deve semplicemente sviare perchè non salti su un altro a chiedere i finanziamenti. Poco importa se solo un branco di blockheads commenta, fa colore.

Ovviamente i siti stranieri vengono linkati sopratutto quelli degli altri giornali per evitare figuraccie. Questo mostra che ne sono consapevoli e non semplicemente ignoranti.

Lo stesso vale tutti gli altri servizi Internet che il giornale offre e con buon supporto visto i nostri soldi (prelevati dalle tasse). In sostanza stiamo pagando uno zombie per farci strozzare. Miracoli d'Italia. Io fossi nel nostro Primo Ministro attuale gli sarei grato.

Ah dimenticavo. Io penso che debbano pubblicare anche una directory aggiornabile dall'utente visto che in fondo paghiamo tutti (a dire il vero d'estate compero anche qualche copia perche mi serve per accendere il fuocherello nella baita, la carta stessa però è nettamente peggiorata a causa dei trattamenti ignifughi).

2009/05/26

Fighette e vecchietti

Ah! renoncez aux vertus, Eugénie! Est-il un seul des sacrifices qu'on puisse faire à ces fausses divinités, qui vaille une minute des plaisirs que l'on goûte en les outrageant? Va, la vertu n'est qu'une chimère, dont le culte ne consiste qu'en des immolations perpétuelles, qu'en des révoltes sans nombre contre les inspirations du tempérament. De tels mouvements peuvent-ils être naturels? La nature conseille-t-elle ce qui l'outrage? Ne sois pas la dupe, Eugénie, de ces femmes que tu entends nommer vertueuses. Ce ne sont pas, si tu veux, les mêmes passions que nous qu'elles servent, mais elles en ont d'autres, et souvent bien plus méprisables... C'est l'ambition, c'est l'orgueil, ce sont des intérêts particuliers, souvent encore la froideur seule d'un tempérament qui ne leur conseille rien.
D.A.F. De Sade "La Philosophie dans le boudoir"


"Je ne cesserai de te le dire : le sentiment de l'humanité
est chimérique; il ne peut jamais tenir aux passions, ni
même aux besoins, puisque l'on voit dans les sièges les
hommes se dévorer mutuellement. Ce n'est donc plus
qu'un sentiment de faiblesse absolument étranger à la
nature, fils de la crainte et du préjugé. Peut-on se dissi-
muler que ce ne soit pas la nature qui nous donne et nos
besoins et nos passions ? Cependant les besoins et les
passions méconnaissent la vertu d'humanité; donc cette
vertu n'est plus dès lors qu'un pur effet de l'égoïsme qui
nous a portés à désirer la paix avec nos semblables, afin
d'en jouir nous-mêmes. Mais celui qui ne craint pas les
représailles ne s'enchaîne qu'avec bien de la peine à un
devoir uniquement respectable pour ceux qui les redou-
tent. Eh! non, non, Juliette, il n'y a point de pitié franche,
point de pitié qui ne se rapporte à nous. Examinons-
nous bien au moment où nous nous surprenons qu'une
voix secrète crie au fond de nos cœurs : Tu pleures sur
ce malheureux, parce que lu es malheureux loi-même et
que lu crains de le devenir davantage. Or, quelle est cette
voix, si ce n'est celle de la crainte ? et d'où naît la crainte,
si ce n'est de l'égoïsme ?"
D.A.F. De Sade "Histoire de Juliette, ou les Prospérités du vice" da questa raccolta di estratti di opere di D.A.F. De Sade.


Donatien Alphonse François de Sade, Marquis de Sade, è stato certamente uno dei più attaccati e denigrati degli analisti delle rappresentazioni simboliche e delle relative psicologie del dominio, la propaganda del potere si è cosi accanita contro il nostro che l'immagine collettiva, sviluppata lungo secoli tanto faceva paura, è che lui fosse il porco e non quelli che lui descriveva. Ben l'aveva capito Pier Paolo Pasolini nelle sue "120 giornate di Sodoma e Gomorra" tratto da quanto rimasto del romanzo del Divino.

Quello che trovo criticabile nella versione di Pasolini è la necessità di associare il tutto al solo "Fascismo" non considerando come nella versione del Divino invece sia il Potere in assoluto ad essere messo in bella vista indipendentemente dalla bandieruola del momento. In questo Pasolini è stato un uomo di sinistra. Troppo preso dalla propria ideologia per avere il coraggio di approdare ad una visione radicale qui e la scivola nel giustificazionismo.

Infatti ora che abbiamo una riproposizione moderna (sempre in forma di operetta) del soggetto la sinistra si scopre moralista e bacchettona. E si fa fregare. Persino le figure che piu' hanno rappresentato pubblicamente il movimento femminista si sono buttate in questo che pare un appiglio per incrinare la credibilità del presidente.

Purtroppo quello che ne esce non è edificante. Mi rendo conto quanto poco l'attività di molti esponenti dell'area per cosi dire "trasgressiva" degli anni 70 abbia inciso se confrontato con il peso culturale di Baglioni, Cocciante e Lucio Battisti.

La traccia di quanto affermo si trova ben impressa nel linguaggio usato dagli esponenti dell'opposizione. Ovunque si parla di Lui il ghermitore, lo spreca fanciulle, colui che fa i festini con le giovani pagnottelle a danno del malcapitato garzone di macellaio etc. etc. In ogni caso è lui l'attore. Mai si vede una partecipazione attiva della fanciulla. Persino la moglie trova le sue ragioni nel Suo tradimento (o forse c'e' una questione di spartizione del bottino ?).
Ma la datrice del tesoretto che pensa ? O la mamma/pappa ? No anche qui si fa parlare il fidanzato (che di sicuro ha le idee piu' chiare dell'oca) o il padre (che fa, a confronto della moglie, una figura da "venado". Si veda "I ragazzi selvaggi" di Borroughs per l'espressione "venado"). E tutte le altre concorrenti ? Si parla di una cinquantina, gia' quelle selezionate, mi piacerebbe conoscere la burocrazia delle decisioni invece (si veda il film di Pasolini), e di nuovo le mamme spargevano nastri e lustrini negli amati capelli ? No, solo loro i gaudenti sono l'unico soggetto nella faccenda.

In sostanza anche se con le migliori motivazioni quello che ne esce e' un calderone di abissale vetustita' che come la polvere spessa copre di una patina triste la nostra amata Patria. Papa, Pappa e Papi. Perchè chiamarla ancora Italia ? Non è meglio e più comodo 3P ?

PS: e non mi si venga a fare il paragone con il Duce. L'Uomo sotto il profilo del codino anteriore, era di tutt'altra tempra cosi come le donne che a lui si davano. Anzi a ben guardare proprio le donne (di cui non c'e' traccia) spesso erano certo piu' colte di lui avendo non solo letto ma interiorizzato quanto nel periodo in questione si andava sviluppando nella coscienza culturale in merito ai piaceri.

2009/05/15

Flikr facebook e compagnia bella.

Confesso di fare pochissimi accessi a linkedin. Oggi ci sono andato e sono cascato su due commenti, incredibilemente simili tra di loro di due "Followers" di questo blog: Fabio Brivio e Alessandro Martin.

La questione riguarda un post su un blog in merito al futuro economico (leggi ritorni o dividendi tra gli shareholders) oscuro dei "social" web services.

Premesso che il blogger cola referenziato non gode di tutta la mia stima (ricordo il personaggio, in giovanissima eta', quando cercava di portare borse qui e la' e non ritengo avesse la piu' pallida idea di cose fosse una rete IP, meno ancora Internet. Pioniere, ma per favore!. Al Gore docet ..., forse e' un omonimo ) trovo pero' che il tema meriti una qualche riflessione.

Per cominciare ritengo che la maggior parte delle analisi sui servizi sociali web sia malposta. Intanto perche' si fa la classica di "ogni erba un fascio" e poi perche' spesso gli analisti che affrontano il problema lo fanno sempre da un punto di vista aziendalmente arretrato e quindi hanno uno sguardo inevitabilmente conservatore. Anche il concetto di redditivita', cosi come viene analizzato, mira ad identificare un nucleo omogeneo di entrate, cosa assolutamente non vera in una web factory. Come insegna Amazon e' il mix delle marginalita' ad essere il punto di interesse (leggi "sordi" o "grano").

Intanto distinguiamo due classi. I servizi come Myspace e Flickr (tipo A) verso servizi come Facebook o Linkedin (Tipo B).

Definirei il tipo A come "succedaneo" nel senso che ha funzione di bridge nel digital divide. Fornisce cioe' agli utenti un servizio che altrimenti richiederebbe una qualche competenza seppur minima nel setup di un proprio blog o sito rssizzante. La seconda classe invece la definirei caratterizzata da funzioni di "ecosistema", fornisce cioe' un ambiente di relazioni proattivo.

Per essere piu' chiari, la prima tipologia (tipo A) capitalizza proprio sul digital divide fornendo strumenti di pubblicazione in apparenza piu' semplici di un sito o anche di un blog. In apparenza perche' la necessita' di conservare un buon numero di utenti a scapito di altri sistemi similari richiede necessariamente una certa propensione all'abito operativo contorto.

Questo tipo e' quello piu' a rischio di non redditivita'. Il rapporto tra utenti visitanti e utenti attivi tende a rimanere costante nel tempo. Un aumento serio della visitabilita' flikr l'ha ottenuta facendo accordi con grandi fornitori di contenuto, Musei, enti governativi e istituzioni. Le potenziali fonti di reddito di servizi come il tipo A sono o l'acquisto di servizi da parte degli utenti attivi e la vendita di servizi di monitoraggio sui partecipanti.
Senza violare alcuna privacy e' possibile indagare (tramite i record exif) parecchi dettagli operativi che possono essere di grande interesse per le major fotografiche. Escludo i contenuti a pagamento, almeno per il grosso del servizio, sorgerebbe il problema della retribuzione dei proprietari dei contenuti e gli stessi, utenti attivi, migrerebbero per lo piu' verso altre piattaforme ugualmente gratuite. Senza contare che alcune istituzioni a quel punto troverebbero naturale migrare.

Sempre nel caso di flikr o di myspace resta poi il dubbio del reale rapporto numerico tra utenti attivi e passivi, che non e' noto. Personalmente ritengo che grosso modo siano entrambi una vasca dei pesci rossi, dove i produttori corrispondono perlopiu' ai visitatori.

Nel caso di flikr inoltre il potenziale numero di utenti attivi e' limitato da ragioni strumentali. Guardando i dati di vendita mondiali di fotocamere digitali si vede come il numero delle fotocamere digitali vendute nel mondo dal 2000 ad oggi corrisponda grosso modo al 50% dell'utenza mondiale internet (e considerate che solo una piccola pencentuale di questi pubblica su flikr, sebbene questi ultimi siano molto prolifici), il rapporto, quando si passa analizzare Dslr (reflex digitali), che sono il core del mercato fotografico attuale, diventa un po' piu' favorevole ma il rapporto utenti internet / fotocamere digitali scende al 10% della popolazione della Rete.

Inoltre il tipo A richiede un tipo di impianto che ha costi decisamente superiori ma funzionalita' simili ad un buon servizio di aggregazione. E' quindi molto debole anche sul piano della competizione tecnologica.

Diverso e' il discorso per il tipo B. Intanto la genericita' e' di svariate misure di grandezza superiore. Il tipo stesso di interessi e' dei piu' vari. Dagli affetti e affettati al marketing pissi pissi o virale. In sostanza la differenza e' nell'ampiezza del mix che possa, in potenza, generare reddito. L'handicap di Facebook e linked, ma puo' essere una forza in termini economici, e' che comunque per accedervi occorre una registrazione. Le registrazioni richiedono utenti attivi. Dubito che ad utenti registrati sia possibile richiedere un costo di acceso ai contenuti (basti pensare come il sasso, tirato dai concorrenti, sulla proprieta' dei contenuti abbia fatto effetto).

Per contro sono molto ampi gli ambiti di integrazione (ed e' in parte la nuova frontiera) con contesti applicativi (desktop). Molto interessante potrebbe essere il connubio tra agenzie interinali e utenti in cerca di lavoro.

La reale forza del tipo B e' molto lontana dall'essere sfruttata. In particolare la parte inerente gruppi e eventi che allo stato attuale sono piuttosto rachitiche. Ad esempio ho seguito esperimenti in cui abbiamo studiato la velocita' di crescita di un gruppo. Con opportuni accorgimenti si puo' arrivare a picchi molto elevati e veloci. Inoltre il gruppo puo' essere fortemente integrato con siti esterni aumentandone la tenuta di rete.

Ma per concludere. Che se ne trae. Poco perche io tendo a prendere atto dello stato e ho molta difficolta' (da contrarieta' teoretica) a fare prognostici (mancano dati sensibili sul mix attuale). Mi pare pero' di aver mostrato, con osservazioni qui e la, che l'ambito di discorso vada affrontato con una maggiore attenzione da insider piuttosto che come analista di contesti aziendali tradizionali.

2009/05/07

A furia di raccontarci palle

La vicenda dell'Abruzzo si complica. Cominciano a sorgere dubbi sulle disponibilità di soldi per la fantomatica ricostruzione. Nel frattempo però l'edificio con il maggior numero di danni è quello della realtà. E badate per questo edificio le scosse continuano senza sosta. Nessuno però sembra accorgersene.
Partendo da questo quadro voglio fare una disamina più generale dello stato delle cose basato, come mia pratica, più sulla proiezione che sulla analisi dei numeri. Accanto a questo mi permetto di fare riferimento alla mia esperienza di giratore dell'Italia e l'Abruzzo l'ho girato in lungo e in largo per anni per questioni di lavoro.
Intanto di che stiamo parlando ? Stiamo parlando di una delle tante aree Italiane la cui economia è completamente basata sul grande nulla.
I capoluoghi di regione come l'Aquila sono molti. L'attività prevalente dell'area è il pubblico impiego. Eh si! Non industria ma burocrazia. La ASL che occupa un 2000 individui, la regione molti di più le comunità varie ulteriormente e così via. Attorno una miriade di piccole attività di servizio per la comunità. Il meccanico, la carrozeria, le imprese edili etc. etc. etc. e infine i servizi pubblici per la popolazione. Insomma un perfetto circolo vizioso.
E non si venga a raccontare la palla del turismo. I famosi parchi la popolazione non li ha mai voluti. Per anni sono andati avanti cercando di smontarli, loro e i da loro eletti. Altro che il 50% del turismo mondiale da infilare lì come dice il nostro Presidente.
In questo quadro va letto anche il perchè di una popolazione così frignona. Fa freddo ? Ma non diciamo cazzate. C'è la neve sulle cime bhe si come in tutte le Alpi e non mi è parso di sentire grandi lamentele in merito.
La seria ragione è che ognuno di loro sa bene come ha fatto a costruire la propria casa. Con il cugino muratore assentandosi alla grande dal lavoro. Non soldi ma doppio lavoro, uno virtuale stipendiato (quello nella struttura amministrativa) e uno vero quello nel proprio podere a costruire in muratura. I soldi ? nelle rate del porsche cayenne (passando da queste parti stupisce sempre la qualità del parco macchine). Adesso con il Presidente arrivano invece le imprese (di dubbia pulizia morale) che vogliono invece soldi veri, non lavoro part time. Non una casa costruita in due anni, part time, ma una in tre mesi richiede una impresa di costruzioni, non il cugino che ha fatto il manovale.
Città come l'Aquila ce ne sono molte per fare qualche esempio da me altrettanto conosciuto: Potenza, Macerata e Sondrio. Si dall'alpi alle piramidi. Senza il lavoro nelle amministrazioni pubbliche queste città non sarebbero molto diverse da quelle Rumene o Bulgare. Non ci credete ? Fatevi un giro senza fette di salame sugli occhi e senza andare a vedere i grandi monumenti. Prendete le "tangenziali" di Pescara o Teramo in direzione dell'Aquila o andate nei parcheggi dell ASL e capirete cosa sto dicendo. Lo consiglio anche ai giornalisti dei nostri "quotidiani" nazionali. Invece di stare comodamente seduti sul divano a ruminare commenti sulle notizie viste in televisione andate a prenderne atto, magari scopriremo che l'informazione si può fare e in senso utile, invece di fare poesia sull'ultimo nato o sullo stato del cadavere ritrovato. Le palle non costruiscono le case e ancor di meno l'economia. Non a caso la singora Marcegaglia, che i soldi veri li conosce, c'è andata di persona, mica si è limitata alle notizie sui giornali.
Non riuscite a crederci? E' possibile. Il cumulo di sterco pallista che si accumula dalla nostra liberazione è quasi impossibile da dipanare. Infatti chi è il nostro presidente ? Una versione ricca del venditore porta a porta. Uno che racconta palle per mestiere e senza offesa per alcuno solo banale realtà, come quella della terra su cui poggiamo che quando trema lo fa realmente e non si assenta.

2009/05/05

Il web, l'informazione e l'Italia.

Per introdurre il discorso intanto vi rimando a questo articolo riguardante lo stato dell'industria delle news USA. Non datevi pena di chiedervi per quale ragione quelli Italiani sembrino non soffrirne. La verità è che i giornali tradizionali, in carta e online, nostrani sono già morti da tempo. Restano ancora in piedi solo grazie a forme di finanziamento pubbliche. Peggio, come ogni buon cadavere sono pure d'impiccio. Del resto perchè pagare delle opinioni ? O ancora perchè pagare per leggere i comunicati stampa dei vari poteri che traggono vita sempre dalle nostre tasche, in sostanza finisce che paghiamo due volte ?

In fondo se andiamo alla origine storica dei quotidiani ci accorgeremmo che la loro fortuna veniva (è il caso del Corriere) dalla informazione locale. Informazione e non opinione.

Ad esempio quanta informazione vi stanno dando i giornali sul terremoto degli Abruzzi ? poca. Opinioni e descrizioni funanboliche dello spettacolo relato: molte. Veline del governo o dei vari enti che dovrebbero essere invece oggetto di controllo: tutte. Non stupisce quindi che la domanda sia bassa. Del resto opinioni le potete trovare a gratis ovunque (incluso qui dove cerco almeno di colorarle di originale). Ad esempio chi ha dato informazioni sui criteri seguiti per l'organizzazione urbana delle zone già in ricostruzione ? A chi sono state appaltate ? e via dicendo. Mica di certo ce lo devono dire le veline (non intese come bistecca). Persino la Signora Marcegaglia ha avuto la necessità di andarci di persona segno che qualche dubbio le sia venuto (del resto credo abbia pesato meglio di me il suo Presidente).

La dichiarazione generale (o opinione) è che in Italia non c'è richiesta di informazione. E' una palla. Prova ne è che parecchi sono gli esperimenti che nascono e sono di reale utilità e frequentati da pubblico numericamente interessante.

Segnalo a titolo di esempio interessante (e credo un modello per molti ex studenti del micsu che non hanno ancora ben sbarcato il lunario) è quello del giornalelibero.com. Un news blog tutto riferito a quanto accade (anche alla sciura Pina) nel sud di Milano.
Generalmente i blog locali sono perlopiù basati sul ranting (da rant o lamento rumoroso) e quindi hanno un respiro molto simile a quello ben descritto da Musil nel "Discorso sulla stupidità" circa la formazione di gruppi da bar che vedono, per fare un esempio, la sputacchiera come centro dei mali del mondo. Altre volte invece sono un puro device elettorale e quindi, esattamente come la manutenzione delle strade, si attivano solo in occasione dell'apertura dei seggi.

Ma tornando al giornalelibero.com che ha di così interessante ? Che è utile. Da ormai 4 anni studio il parco sud nelle sue manifestazioni antropologiche e questo è l'unico giornale che riporti con velocità e dovizia una valanga di informazioni, verificabili nel concreto. Non solo riporta opinioni politiche con doverosa correttezza ma non nasconde la propria opinione, cosa che ovviamente è cosa diversa dal becchino che si limita al body count, e contribuisce ad un buon livello di credibilità. E' gestito nella più corretta tradizione Internet. Per cominciare Riportando i link dei commentatori che è il ritorno dalla partecipazione e il sale dei blog, a differenza di come fa il Corriere, che dal "Libro tibetano dei morti" sarebbe uno spirito dal grosso ventre introiettando i commenti ed esimendosi di pubblicare i link. I commenti, poi, sono spesso di interesse per il vasto spettro sociale coperto (dall'idiota al sensato).

Se andate al blog, e ve lo consiglio sopratutto se siete nel sud di Milano, noterete che la redazione è composta da più poster. In verità io finora ho colto solo i post di Davide Bortone (ma si sa che sono un distratto, naturale, per eccellenza).

Resta da vedere come un blog di questa portata possa essere anche renumerativo. Condizione indispensabile per la continuità e per costruire una tradizione, incluso il "tradere" quando il buon Davide passerà ad altro. Il grosso problema dell'Internet Italiana è la continuità dei siti e delle attività di questo tipo e si sa che il web logora.

Certo un grande aiuto verrebbe dalla abolizione del finanziamento pubblico ai giornali (o cadaveri) tradizionali. Allo stato attuale la Republica, come il Corriere e altri pubblicatori di veline altro non sono che un ostacolo alla nascita di una nuova imprenditoria dell'informazione. Tanto più che il vitalizio li esime dal confrontarsi con l'utente. Se volete che i vostri figli domani abbiano più giornali liberi e meno vicende di divorzio non comperateli più, contribuirete a costruire un ecosistema dove possano emergere, e sopratutto sopravvivere, novità interessanti.

Ragazzi l'ultima volta che l'ho detta questa mi sono preso dal fomentatore di qualunquismo.

2009/05/03

Accidenti ai famigli.

Ma vuoi vedere che per una volta :-D mi sono sbagliato. La nostra first lady fa sul serio.
Tuttavia chiedo a voi certo più illuminati come mai tutti i famigli del nostro scelgono con tempismo il momento migliore ?
Ad esempio, per citare un altro famiglio illustre, come mai l'ex ragioniere del PD e poi DS scelse il giorno dell'affare Mills per dimettersi ? Non sto a citare i leccaculo come quel noto ministro della giustizia che per un rolex venderebbe anche la mamma, li è persin banale vedere il puparo all'opera. Mah, a volte il caso (chissa quale farfalla ha sbattuto le ali a Palermo) è maligno e ti fa vedere cose che sembrano collimare.
Forse, come ben descritto da Musil nell'"Uomo senza qualità" la sindrome della connessione causale omnipresente viene da una qualche eredità ancestrale.