2009/05/07

A furia di raccontarci palle

La vicenda dell'Abruzzo si complica. Cominciano a sorgere dubbi sulle disponibilità di soldi per la fantomatica ricostruzione. Nel frattempo però l'edificio con il maggior numero di danni è quello della realtà. E badate per questo edificio le scosse continuano senza sosta. Nessuno però sembra accorgersene.
Partendo da questo quadro voglio fare una disamina più generale dello stato delle cose basato, come mia pratica, più sulla proiezione che sulla analisi dei numeri. Accanto a questo mi permetto di fare riferimento alla mia esperienza di giratore dell'Italia e l'Abruzzo l'ho girato in lungo e in largo per anni per questioni di lavoro.
Intanto di che stiamo parlando ? Stiamo parlando di una delle tante aree Italiane la cui economia è completamente basata sul grande nulla.
I capoluoghi di regione come l'Aquila sono molti. L'attività prevalente dell'area è il pubblico impiego. Eh si! Non industria ma burocrazia. La ASL che occupa un 2000 individui, la regione molti di più le comunità varie ulteriormente e così via. Attorno una miriade di piccole attività di servizio per la comunità. Il meccanico, la carrozeria, le imprese edili etc. etc. etc. e infine i servizi pubblici per la popolazione. Insomma un perfetto circolo vizioso.
E non si venga a raccontare la palla del turismo. I famosi parchi la popolazione non li ha mai voluti. Per anni sono andati avanti cercando di smontarli, loro e i da loro eletti. Altro che il 50% del turismo mondiale da infilare lì come dice il nostro Presidente.
In questo quadro va letto anche il perchè di una popolazione così frignona. Fa freddo ? Ma non diciamo cazzate. C'è la neve sulle cime bhe si come in tutte le Alpi e non mi è parso di sentire grandi lamentele in merito.
La seria ragione è che ognuno di loro sa bene come ha fatto a costruire la propria casa. Con il cugino muratore assentandosi alla grande dal lavoro. Non soldi ma doppio lavoro, uno virtuale stipendiato (quello nella struttura amministrativa) e uno vero quello nel proprio podere a costruire in muratura. I soldi ? nelle rate del porsche cayenne (passando da queste parti stupisce sempre la qualità del parco macchine). Adesso con il Presidente arrivano invece le imprese (di dubbia pulizia morale) che vogliono invece soldi veri, non lavoro part time. Non una casa costruita in due anni, part time, ma una in tre mesi richiede una impresa di costruzioni, non il cugino che ha fatto il manovale.
Città come l'Aquila ce ne sono molte per fare qualche esempio da me altrettanto conosciuto: Potenza, Macerata e Sondrio. Si dall'alpi alle piramidi. Senza il lavoro nelle amministrazioni pubbliche queste città non sarebbero molto diverse da quelle Rumene o Bulgare. Non ci credete ? Fatevi un giro senza fette di salame sugli occhi e senza andare a vedere i grandi monumenti. Prendete le "tangenziali" di Pescara o Teramo in direzione dell'Aquila o andate nei parcheggi dell ASL e capirete cosa sto dicendo. Lo consiglio anche ai giornalisti dei nostri "quotidiani" nazionali. Invece di stare comodamente seduti sul divano a ruminare commenti sulle notizie viste in televisione andate a prenderne atto, magari scopriremo che l'informazione si può fare e in senso utile, invece di fare poesia sull'ultimo nato o sullo stato del cadavere ritrovato. Le palle non costruiscono le case e ancor di meno l'economia. Non a caso la singora Marcegaglia, che i soldi veri li conosce, c'è andata di persona, mica si è limitata alle notizie sui giornali.
Non riuscite a crederci? E' possibile. Il cumulo di sterco pallista che si accumula dalla nostra liberazione è quasi impossibile da dipanare. Infatti chi è il nostro presidente ? Una versione ricca del venditore porta a porta. Uno che racconta palle per mestiere e senza offesa per alcuno solo banale realtà, come quella della terra su cui poggiamo che quando trema lo fa realmente e non si assenta.