2009/05/05

Il web, l'informazione e l'Italia.

Per introdurre il discorso intanto vi rimando a questo articolo riguardante lo stato dell'industria delle news USA. Non datevi pena di chiedervi per quale ragione quelli Italiani sembrino non soffrirne. La verità è che i giornali tradizionali, in carta e online, nostrani sono già morti da tempo. Restano ancora in piedi solo grazie a forme di finanziamento pubbliche. Peggio, come ogni buon cadavere sono pure d'impiccio. Del resto perchè pagare delle opinioni ? O ancora perchè pagare per leggere i comunicati stampa dei vari poteri che traggono vita sempre dalle nostre tasche, in sostanza finisce che paghiamo due volte ?

In fondo se andiamo alla origine storica dei quotidiani ci accorgeremmo che la loro fortuna veniva (è il caso del Corriere) dalla informazione locale. Informazione e non opinione.

Ad esempio quanta informazione vi stanno dando i giornali sul terremoto degli Abruzzi ? poca. Opinioni e descrizioni funanboliche dello spettacolo relato: molte. Veline del governo o dei vari enti che dovrebbero essere invece oggetto di controllo: tutte. Non stupisce quindi che la domanda sia bassa. Del resto opinioni le potete trovare a gratis ovunque (incluso qui dove cerco almeno di colorarle di originale). Ad esempio chi ha dato informazioni sui criteri seguiti per l'organizzazione urbana delle zone già in ricostruzione ? A chi sono state appaltate ? e via dicendo. Mica di certo ce lo devono dire le veline (non intese come bistecca). Persino la Signora Marcegaglia ha avuto la necessità di andarci di persona segno che qualche dubbio le sia venuto (del resto credo abbia pesato meglio di me il suo Presidente).

La dichiarazione generale (o opinione) è che in Italia non c'è richiesta di informazione. E' una palla. Prova ne è che parecchi sono gli esperimenti che nascono e sono di reale utilità e frequentati da pubblico numericamente interessante.

Segnalo a titolo di esempio interessante (e credo un modello per molti ex studenti del micsu che non hanno ancora ben sbarcato il lunario) è quello del giornalelibero.com. Un news blog tutto riferito a quanto accade (anche alla sciura Pina) nel sud di Milano.
Generalmente i blog locali sono perlopiù basati sul ranting (da rant o lamento rumoroso) e quindi hanno un respiro molto simile a quello ben descritto da Musil nel "Discorso sulla stupidità" circa la formazione di gruppi da bar che vedono, per fare un esempio, la sputacchiera come centro dei mali del mondo. Altre volte invece sono un puro device elettorale e quindi, esattamente come la manutenzione delle strade, si attivano solo in occasione dell'apertura dei seggi.

Ma tornando al giornalelibero.com che ha di così interessante ? Che è utile. Da ormai 4 anni studio il parco sud nelle sue manifestazioni antropologiche e questo è l'unico giornale che riporti con velocità e dovizia una valanga di informazioni, verificabili nel concreto. Non solo riporta opinioni politiche con doverosa correttezza ma non nasconde la propria opinione, cosa che ovviamente è cosa diversa dal becchino che si limita al body count, e contribuisce ad un buon livello di credibilità. E' gestito nella più corretta tradizione Internet. Per cominciare Riportando i link dei commentatori che è il ritorno dalla partecipazione e il sale dei blog, a differenza di come fa il Corriere, che dal "Libro tibetano dei morti" sarebbe uno spirito dal grosso ventre introiettando i commenti ed esimendosi di pubblicare i link. I commenti, poi, sono spesso di interesse per il vasto spettro sociale coperto (dall'idiota al sensato).

Se andate al blog, e ve lo consiglio sopratutto se siete nel sud di Milano, noterete che la redazione è composta da più poster. In verità io finora ho colto solo i post di Davide Bortone (ma si sa che sono un distratto, naturale, per eccellenza).

Resta da vedere come un blog di questa portata possa essere anche renumerativo. Condizione indispensabile per la continuità e per costruire una tradizione, incluso il "tradere" quando il buon Davide passerà ad altro. Il grosso problema dell'Internet Italiana è la continuità dei siti e delle attività di questo tipo e si sa che il web logora.

Certo un grande aiuto verrebbe dalla abolizione del finanziamento pubblico ai giornali (o cadaveri) tradizionali. Allo stato attuale la Republica, come il Corriere e altri pubblicatori di veline altro non sono che un ostacolo alla nascita di una nuova imprenditoria dell'informazione. Tanto più che il vitalizio li esime dal confrontarsi con l'utente. Se volete che i vostri figli domani abbiano più giornali liberi e meno vicende di divorzio non comperateli più, contribuirete a costruire un ecosistema dove possano emergere, e sopratutto sopravvivere, novità interessanti.

Ragazzi l'ultima volta che l'ho detta questa mi sono preso dal fomentatore di qualunquismo.