Io credo che l'Università dovrebbe insegnare le basi dei principali linguaggi dell'informatica a tutti i laureati in Scienze Umane. Si tratta di un bisogno oggettivo e culturale, dati i tempi.
Muoversi con agilità ad un livello soddisfacente tra markup, programmazione e algoritmi, URL et similia nn e certo così difficile.
E poi, voglio direi magari abbiamo studiato 2000 anni di storia e comunicazione tra gli uomini, e filosofia e filologia. Come è possibile che noi nn si sia in grado di capire come comunicano due macchine?
Fabio in un recente commento.
Mah non ne sono convinto. Allo stato attuale, posto che si abbia una idea di che programmare, si può impararsi il tutto dal sito più opportuno con un tempo proporzionale alla profondità richiesta. E' una perdita di tempo totale insegnarlo. Io credo che nelle aule gli studenti siano più motivati dai tratti pratici ed esperienziali forniti dal docente.
Un tempo anche io pensavo si dovesse insegnare a tutti almeno un linguaggio. Ora non ne sono molto convinto anzi, dato che sono un relativista convinto: "Anything goes". La questione però è seria. In tempi molto recenti, osservando il mondo della scuola ai piani bassi, mi sono sempre più convinto che il passo serio è quello di apprendere ad apprendere. Nel pratico si traduce in come decido in fretta che sto contenuto è credibile e quindi studiabile. Chissa quante volte te lo sarai chiesto, Fabio, di fronte al pezzo di codice trovato via ricerche, ponendoti il problema se valeva fare o meno un eventuale debugging dato che non sembrava fungere del tutto (pescare codice via ricerche francamente è un modo di programmare che mi piace, sopratutto se ci si deve interfacciare con api astruse, dopo 25anni di tastiere riscrivere lo stesso loop può essere letargico).
L'altra cosa importante da considerare è l'assoluta necessità di considerare di lavorare in gruppo. Questo è uno scoglio difficilissimo da superare nelle ristrettezze degli investimenti generalmente scarsi o ben ricondotti a porti sicuri.
Se dovessi guardare in termini utilitaristici mi è servito di più nel tempo un corso di conduttore di gruppo che feci nel lontano 1981 (con un ritardo di un po di decenni anche in italia con training autogeni tgroups et similia) rispetto al tempo perso a imparare un fracassata di linguaggi inutili (tutti sottilmente diversi, a volte anche aclatantemente) , per fortuna che alla fine mi sono ridotto a 4 o 5 nello scrivere materiale. L'utilità del corsetto non era tanto nei termini pratici (sostanzialmente inutile sul piano della resa) ma perchè i tgroup obbligavano alla riflessione sulla comunicazione, posto che uno ne fosse interessato, e io lo ero seppur non in modo relato ai computer, notare che solo un paio di anni dopo scrivevo allegre routine in basic per un computer di nome "new brain" inglese con supporto di memoria di massa su cassette (un incubo).
Questo per arrivare a di che dovrebbero trattare le lezioni di programmazione. Ma Inventio! come avrebbe detto Leonardo. Porre problemi e reperire, come mosche che sbattono la testa su un vetro, una qualche soluzione programmatoria. Insomma la cosa che richiede più tempo oltre al debugging è la pensata di inizio, e quella la può fare anche uno che non conosca alcun linguaggio, è solo più difficile (non impossibile) che serva a qualche cosa.
Il solo problema qui è convincere lo studente che il linguaggio da usare sia sostanzialmente un cavolo suo e puntare ad un progetto di massima fattivo fin dall'inizio considerando che comunque la programmazione è solo un aspetto della questione. Per strada poi convincere i recalcitranti a leggere almeno il manualetto online. Altrimenti il corso deve diventare da sfinimento e lungo se deve inglobare ll'insegnamento del linguaggio oltre al progetto.
Per esperienza personale un corso teorico/pratico tende a comprimere sempre la parte pratica e va quindi evitato.
A posteriori: una piccola chiccha. Senza cattiveria ma che ci azzecca (sempre come diceva il noto retore) Arabo III ? Non sarà che l'uploader umano del caso abbia capito male ? Magari ha scritto arabo in senso figurato ? In realtà è un linguaggio di programmazione molto ostico ? Escludo il linguaggio multimediale per la nota ritrosia con le immagini degli "infedeli" ? (Mi scuso del termine ma è divertente, non sono certo un fedele di un alcunchè, quindi nessuna offesa).
Decidete da voi: ecco qui.