Per tutta la settimana sono stato afflitto da un pensiero ricorrente. Non sarà che anche la faccenda dell'informatica per umanisti sia un pò attempata ?
Quest'anno mi sono capitati tra gli studenti del workshop, breve, cui ho partecipato anche due studenti del DICO. Fatta salva una maggior comprensione di alcune questioni ho notato le stesse necessità sia per gli umanisti che per i "tecnici". Entrambe le tipologie avevano il problema di maneggiare contenuto, scrivere, o comunque imparare a gestire azioni di comunicazione online oltre all'usuale brik a brak come seo e affini.
Ciò è molto diverso, per fare un esempio, di quanto emergeva al MEL (Master di ELearning) dove le differenze tra le due tipologie erano molto più rimarcate.
In verità mi è sembrato che mancassero tutti di nozioni che vengono da quella che viene chiamata terza cultura.
Questa è una sorta di aggregato di ipotesi , evidenze scientifiche e considerazioni teoretiche, emerse a partire dalla metà del secolo scorso (1900), per sopperire all'assenza dei filosofi e in generale degli umanisti nell'ambito delle scienze biologiche con particolare riferimento alla informatica genetica e alla genetica teoretica (Varela et. al) a cui si sono affiancate scienze come l'antropologia (Bateson) e altre discipline. Fate un giro su Plos Biology per farvi una idea o andate direttamente al libro fondativo (lasciate perdere l'atmosfera new age che ci azzecca poco come era (?) solito dire il noto retore abruzzese).
In particolar modo mancano conoscenze sui modelli di comunicazione, le loro varietà e le diverse viste teoriche che se ne possono avere. Sopratutto manca un correlazione tra pratica e teoria.
Questo ad esempio spiega la scarsissima attenzione ai feedback che vengono da statistiche. O la difficoltà generalizzata a produrre i contenuti che vengono via via richiesti. Non sto parlando degli "uploader" umani che sono un fenomeno tristissimo molto italiano o indiano, insomma tipico di grandi numeri di impiegati a inserire contenuti prodotti da altri, su questo argomento torneremo e so che per alcuni di voi è un fenomeno tristemente pratico.
Nella produzione dei contenuti la domanda comincia ad apparire anche da noi ma siamo molto lontani dagli stipendi americani che vedono anche 25$ (e forse superiori) per post su argomento per i blogger di un qualche successo.
In parte quello che ha cambiato molto le cose è che la rete, adesso, è fatta da sistemi di pubblicazione assistita come questo che stiamo usando. I CMS e la pubblicazione autonoma dei contenuti hanno livellato il campo ai livelli tecnici bassi.
Sono sempre più convinto che quello che serva sia invece l'umanista scalzo se mi si permette di parafrasare Mao. Solo che veramente l'università ne produce di queste figure ? Per umanista scalzo intendo un abile artigiano della parola scritta. Capace di adattarsi a tipi di scrittura anche abbastanza complessi e al contempo molto semplici nella fruizione.
Per fare un esempio se occorre fare un blog per vendere più spazzolini da denti occorre fare uno sforzo non indifferente di fantasia ma anche di lavoro per spicciare un qualche argomento che regga oltre i primi due post e che perdipiù faccia utenza. Come vedete semplice e complesso al contempo. In realtà noto che proprio la provenienza da lettere risulta quella di maggior resistenza a pratiche di scrittura siffatta.
A volte si ha la sensazione che l'unica soluzione sia ricorrere a tecniche come quelle usate dagli alpini con i muli durante la grande guerra per ottenere un qualche risultato. Anche sul piano della scrittura insomma ci sarebbe un livellamento. Del resto, mi conforti Manuela, anche buona parte degli scrittori della seconda metà degli secolo scorso non erano umanisti.
Concludo qui ma vi lascio il filmato per il weekend come possibile argomento per la vendita di spazzolini da denti.
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa