Prima di continuare con i ricordi di come andò il secondo anno devo ringraziare chi ha commentato il post inerente la prima puntata, le testimonianze sono necessarie a fermare la traccia degli eventi.
Detto questo: Previously in devoluzioni (mi piace l'apertura come Star Treck o Heroes) abbiamo parlato della caratteristica ``pivotal'' del secondo anno. Purtroppo per molti studenti fu un anno ``horribilis''. Lo fu anche per il Coordinatore del Master, un docente al di sopra di ogni sospetto nella sua devozione allo studente.
La bolla di internet si era sgonfiata, ma in Italia nessuno lo sapeva visto che i giornalisti in gran parte parlavano di internet per averla sentita raccontare da un loro amico (del resto anche ad oggi al Corriere sembrano avere difficoltà a spiccicare un link funzionante ma su questo farò un discorso a parte). Gli studenti potevano beneficiare di un finanziamento regionale che ne consentì la partecipazione gratuita.
Gli studenti di ogni anno del MICSU sono stati molto diversi sia per provenienza sia per tipologia formativa. Nel primo anno si trattava in gran parte di persone che già avevano lavorato nel segmento d'interesse oppure avevano una idea chiara di cosa volessero tant'è che pagavano, nel loro caso si trattava di dotarsi di un patentino che qualificasse abilità spesso già possedute. Nel secondo anno invece il grosso era costituito da gente in cerca di una occupazione (a volte sembrava anche di qualsiasi occupazione) al minor costo possibile, del resto questa era anche l'impronta che la regione aveva impresso alla struttura dei master finanziati (non c'erano ancora i master di sciatsu e divinazione sulla teiera, finanziati, che sarebbero apparsi nell'anno successivo). Molti degli studenti non avevano neppure una connessione Internet.
Alcuni degli studenti, pochi, avevano le idee chiare, altri invece presentavano stati di prostrazione ai confini del masochismo e spendevano una enorme quantità di tempo a parlottare tra di loro (un pochino come i contadini in Fontamara di Silone) gli studenti comunque non bestemmiavano nostro Signore. Il master non aveva sostanzialmente un sito, lo avremmo fatto noi, i collaboratori che avevano deciso di tentare l'impresa con me nel corso dell'anno ed io mossi anche dall'orrore che un master con chiari sbocchi professionali internet non avesse un sito ̇dignitoso e al passo con i tempi mondiali.
Come avevo accennato nel precedente post io ero molto preso da attività di sviluppo software (sostanzialmente un sistema di CMS per Editori, E-Learning e Comunità) e per la parte iniziale ho delegato la gestione. Come Gianpaolo ha ricordato nel commento il setup iniziale (oltre ai dribling di compatibilità pro quieto vivere) aveva consumato quasi tutto il tempo allocato alla task.
Il semantic web aveva fatto la sua prima apparizione da un anno. Con Gianpaolo ci siamo messi a ideare e sviluppare quello che sarebbe stato chiamato Hermes. Un sistema di annotazione basato sui concetti di referenziazione RDF. A causa di alcune divergenze di vedute con il committente (non pagante nè in danaro nè in riconoscimenti) sarebbe diventato, in casa nostra: Penelope.
In sostanza mentre me ne stavo immerso nei miei bachi e nei miei progetti e verso la fine del corso il Coordinatore mi chiamò e mi fece notare che forse era il caso che mi interessassi maggiormente della cosa. Me ne interessai. Nel frattempo gli studenti cominciavano a covare un certo malumore. Si avvicinava anche il tempo per l'assegnazione degli stage.
La prima cosa che feci fu di cercare di capire che stesse succedendo. Da un lato gli insegnamenti sulla carta erano, seppur basilari, più che adatti ad una prima introduzione. C'era persino un corso che trattava tutti i tag html in ordine alfabetico. Gli studenti diligentemente prendevano appunti.
Insomma feci quello che un formatore decente deve fare, e che nessuno aveva fatto in sei mesi, parlai con gli studenti singolarmente. Quello che usci fu impressionante a dir poco.
Si andava dal timore di non avere sbocchi professionali ad una scarsa comprensione delle ragioni di certi corsi fino alla aperta manifestazione di sfiducia nelle proprie capacità o alla convinzione di essere un alibi per consentire guadagni extra per i docenti che vi partecipavano. Fugati i dubbi più malevoli, ero bene al corrente di dove andassero a finire i soldi e potevo garantire, oggi come allora, che nessuno si sarebbe mai potuto arricchire anzi, pur essendo il finanziamento cospicuo, tolta la parte, rilevante, prelevata dall'amministrazione non sarebbe avanzato neppure da tenere in vita un criceto.
Certo il numero dei docenti era straodinariamente elevato ma questo era dovuto alle alchimie accademiche necessarie alle approvazioni. Il costo della infrastuttura e gli investimenti in termini di hardware mandavano il corso in sostanziale perdita.
Inoltre il tipo di spese finanziate dalla regione doveva, come minimo, essere stato pianificato da un imprenditore edile perchè non prevedeva alcuna possibilità di spesa se non in risorse umane o materiali di consumo, non era prevista ad esempio la spesa per la costruzione e gestione di un sito partecipato dagli studenti. Credo fosse visto, in termini politici, come un modo come un altro per costruire il formicaio.
Non restava che lavorare nella speranza che il finanziamento consentisse di rilanciare sugli anni successivi. Purtroppo lo scontento degli studenti faceva presagire poco di buono per la creazione di un circuito virtuoso che portasse gli studenti a consigliarne altri e così via affidandosi al passaparola come solo device di marketing.
Insomma, fugati i dubbi più paranoici, restava l'interrogativo del perchè dello scontento sia degli studenti sia dei docenti che lamentavano una scarsa frequentazione delle loro lezioni. Ma questo, come nei migliori serial, lo rimando alla parte III.
Colgo l'occasione di segnalare il post sul blog di Apogeo Editore a cura di Fabio Brivio (uno dei molti casi di eccellenza targati MICSU) oltre, naturalmente, a ringraziarlo sentitamente per le belle parole. Confermo di non aver pagato un centesimo ma Fabio mi deve pagare un caffe per questa frase :-D
Mauro
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa