2009/03/25

C'è chi la prende sul serio.

Al di la degli insulsi commenti dei nostri giornalini di parrocchia (il Corrierino e la Republichina) mi pare necessario segnalare questa iniziativa riportata oggi dal Guardian (la Republichina online non riporta neppure il link alla fonte, per ripicca ometto anche io il link a loro).

Oviamente colpirà tutti la faccenda di twitter e facebook. Mi aspetto già le reazioni dalla platea degli asini di Goya. Se però leggete a fondo l'articolo vi accorgerete come niente di cio che viene paventato sia vero.

Stiamo parlando della riforma delle scuole primarie Inglesi. In Europa sono i primi ad affrontare seriamente il problema della funzione scuola ai nostri tempi.

E' chiaro che il modello scolastico in uso oggi nell'occidente non regga più. Non tanto per via di Internet ma per via della enorme moltiplicazione e ramificazione del sapere avvenuta dal II dopoguerra ad oggi. Di fronte a tale massa è diventato impossibile selezionare in forma ragionevole un insieme di saperi di base. L'unica soluzione formativa è quella di dare spazio all'apprendere ad apprendere e alla pari gestire le molte forme di comunicazioni oramai disponibili.

Prendiamo il caso della storia. La decisione Inglese è tutt'altro che stupida. Non solo persegue un modello di deutero learning ma anche un criterio di economicità invidiabile. Credo che, oggi, nessuno specialista di insegnamento della storia nelle scuola possa dirsi tranquillo.
Gran parte di quanto viene insegnato è semplicemente falso. Senza volerne fare un elenco completo passo in rassegna alcuni cardini tradizionali.

La Grecia e stata la civiltà antica più avanzata nei saperi. E' una palla. I Cinesi nel 300 AC disponevano di carta moneta, di sistemi di leggi scritte, di un sistema di amministrazione capillare e anche di un sistema primordiale di welfare. Al confronto i nostri Greci erano dei pastori di pecore.Il più grande impero della antichità è stato quello Romano, una altra palla, in verità il nostro impero Romano aveva una estensione di forse neppure 1/2 di quello Cinese. La stampa è stata inventata da Gutemberg, I soliti cinesi già ne disponevano per poter stampare carta moneta.

Potremmo andare avanti per una quantità di cose dalla scoperta delle Americhe alla invenzione dell'Acciao alla rotondità della terra. Ma da soli quelli riportati sono capisaldi molto sgretolati. Ma tornando al punto ecco che di fronte alla necessità di riscrivere gran parte dei libri di testo di storia (a meno di non voler insegnare falsità) la scelta Inglese ne elimina la necessità: clever!

AH tanto per anticipare i nostri Asini di Goya fate attenzione che la scrittura non viene eliminata come abilità da apprendere (come riportato dal giornale di parrocchia succitato). Al contrario viene formulato uno studio della scrittura consono alla necessità di comunicare con i "nuovi" media.

Già che siete sul Guardian fate caso a come anche i Comunisti Inglesi siano stati, con l'Internet, molto più furbi dei nostri. Questo giornale da giornalino di parrocchia (come l'Unità o il Manifesto) è diventato un riferimento giornalistico mondiale grazie alla decisione di prendere Internet sul serio. Noterete ad esempio che quasi nessuna parte richieda un pagamento (a differenza dei due fogli sinistri Italiani). Chissa perchè. Che c'entri l'emolumento delle nostre tasse a sostegno della "libera stampa" ? Probabilmente è solo ad un meta livello che la cosa può essere capita. Come in la Guida Galattica Per Autostoppisti dipende dalla domanda che i nostri gestori di giornale si sono posti:

A) Come faccio approfittare del nuovo mezzo per aumentare la mia diffusione ?
B) Come faccio a non perdere i soldi delle poche vendite, il cui numero è adeguato a giustificare un contributo pubblico alla "Libertà di stampa" ?

Scegliete da voi a chi vadano attribuite le formulazioni.

Aggiunta postuma: passando in rassegna i blog di oggi ho incocciato questo interessante e problematico post che fa un ardito parallelo tra il pensiero di "Maria Montessori" con lo sviluppo ed il successo di alcuni videogame. Vale la pena.