Ho lasciato questo blog fermo negli ultimi mesi. Le ragioni sono state
parecchie. La prima è che il mio "tempo blog" è stato assorbito da un altro
blog che tengo. Dall'altra sono più preso da questioni educative in fascie
scolari più basse.
Ma forse il punto principale riguarda la finalità di questo stesso blog. Nelle
intenzioni iniziali l'idea era puramente di fare della storiografia critica
di basso cabotaggio. Delle rimembranze per così dire. Nel corso dell'anno
scorso però ho avuto modo di partecipare molto attivamente in un esperimento
pilota di formazione alla comunicazione su internet per addetti all'editoria
elettronica. Il sito, nato con un certo ritardo :-D, è qui. Giace ancora poco
pieno di contenuto ma, come direbbe la Cariatide del gruppo TNT, il logo ha
un bello svolazzo.
Ho lavorato parecchio anche a progettare una formula di formazione modulare,
organizzata in due fascie separate: una che presta maggiore attenzione alla
comunicazione e una alla programmazione (o meglio all'uso di tools web 3.0
per costruire automazioni). I due corsi sono cumulabili, ma anche spendibili
separatamente. Il vincolo primario è quello di occupare un amezza giornata
per max 3 giorni la settimana per ciascun corso. In questo modo potrebbe
essere più accettabile in ambito di life long learning.
Purtroppo il patatrak economico cominciato a dicembre ha cambiato parecchio le
cose. Da un lato ritengo che, paradossalmente, abbia avvantaggiato le vendite
degli editori, dall'altro però non ha per ora comportato un significativo
incremento di occupazione. Al contrario dalle voci che mi giungono, gli
editori hanno ulteriormente ridotto la spesa per il personale procedendo
questa volta non con i contratti a progetto (che sono già serviti a ridurre
la spesa) ma alla riduzione numerica degli organici (ricordando in alcuni
casi la "decimazione" come praticata dai Romani).
Ma anche questa potrebbe essere una buona notizia. La competizione tra i paesi
sviluppati non viaggia da tempo sul numero delle braccia. Mentre a competere
su quel piano sono paesi in cui la fatidica scodella di riso al mese è più
che sufficiente come salario.
Ritengo sia d'obbligo per l'editoria il salto elettronico. Meno braccia e più
automazione. Offerta nel mondo e meno importazione (tanto detto onestamente
io delle traduzioni che sono il doppio della versione originale non so che
farmene, mentre invece disporre di edizioni almeno in Inglese di molta della
saggististica pubblicata in Italia potrebbe essere molto più utile, non fosse
altro per avere quanche ritorno da Amazon).
Il salto elettronico (o il salto del fossato del digital divide) avverrebbe
ora in un momento assai più favorevole dei tempi passati. Oramai il numero
degli Italiani online è molto cresciuto e proporzionalmente il numero degli
utenti attivi.
Stiamo a vedere. Nel frattempo mi sono messo riprogettare micro unità
formative a costi relativamente bassi.
Dicevo all'inizio della finalità. La mia riflessione (e fermo post) è iniziata
da una critica del sollecito Martin che mi faceva notare che il vento dei
tempi (preferisco il vento allo spirito per ovvie spiritose ragioni, chi mi
conosce farà subito la dovuta connessione) richiedesse propositività e non
solo critica.
Al punto quindi. Riprendo il blog con una frequenza certo minore, devo fare i
conti con le risorse disponibili, su argomenti lasciati aperti sopratutto
negli ultimi due anni del MICSU. Negli ultimi due anni del MICSU presero forma degli argomenti per cosi dire standard. Tra questi quello della comunicazione museale che produsse risultati molto interessanti di analisi. Segnalo allo scopo un ciclo di conferenze "Musei oggi: modelli, prospettive, problemi" curato dallo "Istituto di Storia dell'Arte Medioevale e Moderna", Università Cattolica del Sacro Cuore. Purtroppo il contributo del direttore dei Musei Vaticani era il 26 Febbraio. Il prossimo incontro avrà come ospite Giandomenico Romanelli, direttore della Fondazione dei Musei civici di Venezia. Dovrebbe essere disponbile nel podcast di radio rai una sua intervista a "Faccia a Faccia", francamente non sono riuscito a navigare sul sito rai e ritrovarlo.
L'ambito museale deve affrontare tempi molto difficili. Economicamente col fiato corto e con un metodo di marketing basato su eventi che costano molto e hanno poco ritorno in termini immediati di visita. A dicembre, per citare un esempio illustre, il MOCA andò vicino alla bancarotta. Si può seguire la storia di grande interesse attraverso diverse trasmissioni della KCRW.
Recentemente ho notato alcuni interessanti contributi a ripensare in forma internet il museo. In particolare l'intero sito dello Humanities lab di Stanford lavora a progetti di divulgazione e conservazione di vario tipo. Un altro contributo interessante è questo.
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa