Mentre continua la caduta libera dell'economia occidentale eccomi qui con una bella vena ottimistica. Alcuni post fa preconizzavo un futuro radioso per le tecnologie della comunicazione. La cosa certo sarà sembrata a molti piuttosto irrealistica. Forte dei successi, che aihme solo io conosco, nel fare previsioni "me ne frego" delle altrui opinioni e procedo.
L'altra sera parlavo con un mio amico imprenditore nel settore meccanico. La situazione, al di la dei 3% che vanno pensati non ben spalmati, è a macchie di leopardo. Aziende che non reggono il numero di ordini (e non vogliono aumentare il personale) e aziende che sono andate allo zero completo.
Chi sembra se la stia cavando sono le produzioni marginali. Quelle cioe' che producono prodotti di cui ci sia una domanda relativamente piccola. Un caso di marginalità è la Ferrari. Il piccolo numero di unità richieste (seppure ad alti costi) mal si accoppia con la produzione di massa Cinese o Indiana o altro. Se ci pensiamo bene l'italia è sempre vissuta di marginalità.
Un caso eclatante di marginalità è stata Olivetti. Il successone l'ha avuto con lo M20, macchina compatibile con un alcunche ma che aveva uno splendido design, un po come Brionvega, belli da vedersi ma orribilmente inutili e obsoleti, ovviamente a nessuno interessavano i numeri del mercato dei bei computer, ma Olivetti aveva un mercato di belle macchine da scrivere. Ad un certo punto ci hanno messo dentro un bel motore e via per un successone con lo M24 (questa volta quasi compatibile con tutto quel che c'era sui PC IBM e compatibili). Poi quando hanno smollato il bel design e hanno perso la marginalità sono morti (bhe è più complicata di così ed è pure in odore di garofani e querce e stolta furbizia nella finanza).
La marginalità comporta un ambiente molto diversificato. Questo favorisce anche una elevata distribuzione territoriale. Cosa ideale in un paese dove ognuno ha l'idea migliore. Avere un prodotto marginale richiede capacità di comunicazione. I livelli di domanda sono uniformati all'internet. Questo obbligherà le aziende che andranno in questa direzione a crescere nella capacità di marketing in rete e non solo marketing.
Non vedo altre, serie, vie di uscita al momento attuale. Lo stesso vale per altre aree Umanistiche come Musei e Biblioteche e Risorse ambientali/culturali. Comunicare nel mondo o sparire. Ricordiamoci che ci sono un sacco di economie emergenti e destinatari potenziali di lussuose marginalità.
L'internet si è sempre sviluppata sulla base dei bisogni dell'utenza. Difficilmente si sono visti avere successo sviluppi calati dall'alto. Del resto i sistemi sociali non avrebbero avuto alcun successo se non ci fosse stato un oggettivo bisogno (non entro su questioni morali in merito) per un numero elevato di utenti. Sono ancora sbalordito che la pessima interfaccia di Facebook non sia stata d'ostacolo. Questa è una grande lezione. L'utente che intravede come il proprio bisogno (o urgenza) possa essere soddisfatto è disposto a camminare sui carboni ardenti per arrivarci.
Non a caso in Editoria l'area redditizia per l'online è quello della long tail. Vale a dire libri con numeri di vendita marginali. Gia ma un marginale qui e uno la fanno il guadagno. Chi è il fautore della domanda ? Gli utenti con i loro anacronismi e cammini individuali di lettura. E se guardiamo bene la long tail è proprio l'unica cosa che le librerie (vi ricordate questo antiquato mezzo capitalistico specializzato nella circolazione dell'informazione ?) non si possono permettere (ognuno di voi sa quanto sia scocciante non trovare un libro quando lo si cerca in libreria).
L'Internet è fatta dagli utenti.
Taurus Engine Sensor Wiring
5 anni fa